Due settimane fa un ragazzo ha sparato alla figlia e al proprio cane prima di suicidarsi. E' un fatto gravissimo, ma lo è anocra di più che i vicini non hanno chiamato le forze dell'ordine perché pensavano fossero cacciatori... bracconieri. Erano pressapoco le 21:00 e la caccia doveva essere finita da un pezzo. Ormai è diventato normale essere soggiogati dai cacciatori?
Ma vogliamo veramente vivere in un mondo così?
BRESCIA OGGI
Venerdì 01 Ottobre 2010 CRONACA Pagina 11
VILLAGGIO SERENO. Nel pomeriggio
Cacciatore spara e colpisce una casa Paura in via Flero
Pallini sul terrazzo e sulle finestre Scoperto, l'uomo si è dato alla fuga
Più «caccia grossa» di così è difficile: ha colpito un condominio abitato da sette famiglie l'imprudente cacciatore che, ieri pomeriggio, si è spinto un po' troppo vicino all'abitato mentre, con cane e doppietta, setacciava in cerca di selvaggina le campagne ai margini del Villaggio Sereno.
Arrivato a trenta, non più di quaranta metri dal condominio ha esploso due colpi, forse puntando a un volatile. Ma la rosa dei pallini ha raggiunto il terrazzo di un complesso abitativo di via Flero, dove, pochi minuti prima, una giovane mamma aveva appena steso i panni.
«Proprio i miei panni stesi hanno attutito il colpo - racconta la signora Marina Bordonali, più arrabbiata che spaventata -. Sul pavimento della terrazza ho poi trovato una ventina di pallini ai piedi dello stendipanni, ma alcuni frammenti di piombo hanno rag! giunto anche la parete esterna e la porta-finestra».
Poteva finire in tragedia, è evidente: non si trovano parole per definire l'irresponsabile sciocchezza del cacciatore. O meglio: le parole ci sarebbero, ma non è il caso di scriverle.
Racconta ancora la signora Marina: «Su quel terrazzo gioca spesso il mio bambino, che ha 2 anni, e che per fortuna in quel momento stava facendo la nanna nella sua cameretta. Di solito, quando esco a stendere i panni, il piccolo mi accompagna sempre: preferisco non ripensare al pericolo che abbiamo corso».
Dopo gli spari e il crepitio dei pallini, la signora Marina e un'altra vicina di casa si sono affacciate alla finestra. Tra i campi e i cespugli accanto alla casa (è praticamente l'ultimo lotto abitato della zona prima della campagna) hanno visto il cacciatore, brizzolato, sulla cinquantina, con la doppietta in spalla e un cane bianco e nero che gli scorrazzava attorno,
Le due donne hanno lanciato ! un grido all'indirizzo di quel folle: «Ma che cosa sta fa
Forse solo in quel momento l'uomo si è reso conto di aver colpito la casa. Ma senza chiedere scusa, e senza nemmeno star lì a domandare se casomai avesse ferito qualcuno, il cacciatore si è dileguato alla chetichella, dando un esempio di civiltà e di maturità che si commenta da solo.
L'episodio è stato denunciato ai carabinieri e segnalato al nucleo venatorio della Polizia provinciale.V.R.
Enpa


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