Il nostro Blog però cerca di non dimenticare nessuno, soprattutto perché anche se poco conosciuti, rischiano anch’essi l’estinzione...
Axoloti
Vi stiamo parlando dell’ Axolotl e gli scienziati e ambientalisti stanno cercando di evitare la sua scomparsa che potrebbe avvenire fra cinque anni, a causa soprattutto dell’inquinamento , a causa di presenze alloctone nel suo habitat e a causa degli esperimenti scientifici .In effetti questo animale viene spesso usato per la ricerca sulle staminali e viene studiato con accanimento da biologi e medici per capire che cosa si cela, a livello ormonale dietro le sue trasformazioni.
Nel corso degli ultimi anni l’Axolotl ha rischiato l’estinzione anche a causa di una massiccia caccia a uso alimentare, infatti nei luoghi di origine viene cotto alla griglia e cucinato con il peperoncino e viene considerato una vera e propria leccornia.
Esso era riuscito a sopravvivere ai conquistadores spagnoli ma ora rischia molto di più e con lui sparirà anche un retaggio delle civiltà precolombiane.
La sua scomparsa sarebbe una grave perdita perché questo animaletto è un anfibio unico al mondo e allo stato libero vive solo nei laghi Chalco e Xochimilco, a circa 20 km da Città del Messico.
L’habitat naturale dell’Axolotl è costituito da corsi e specchi d’acqua più o meno profondi e ricchi di vegetazione, ma con totale assenza di corrente.
Recentemente, questo simpatico animaletto che può essere paragonato ad un “piranha che ha fatto la plastica”, ha corso il rischio di estinguersi nella sua stessa patria, sia perché oggetto di caccia indiscriminata ad uso alimentare, sia per la modifica agricola e l’inquinamento del territorio.
Questo curioso animale, al cui confronto impallidisce il più pindarico dei voli della fantasia è un incrocio tra pesce e anfibio, e la caratteristica che lo rende unico è un fenomeno che scientificamente si chiama “neotenia”. La neotenia (permanenza dello stato larvale) è una sorta di anomalia genetica che permette all’axolotl di “scegliere” se rimanere allo stato di girino oppure evolvere in forma adulta.
Nel caso in cui l’axolotl decida di restare girino, il suo ciclo vitale si sviluppa in un arco di 15 anni, nel caso in cui, invece, opti per la trasformazione, il suo corpo , può raggiungere 30 centimetri di lunghezza, ma la sua vita è destinata ad accorciarsi sensibilmente.
Da salamandra infatti, l’axolotl non vive più di 5 anni. Inutile dire che, nella maggior parte dei casi, esso preferisce restare allo stato larvale, anche se va chiarito che la decisione dell’animale sul proprio stato, è in massima parte dettata dalle condizioni dell’ambiente circostante e non frutto di un atto volontario.
Il nostro blog ha fatto un’ulteriore piccola ricerca ed ha scoperto che purtroppo alcune persone gli inducono la metamorfosi somministrando tiroxina, l’ormone tiroideo responsabile della metamorfosi. La tiroide infatti sembra essere la chiave di tutto: poco iodio nel lago d’origine significa tiroide poco funzionale e quindi meno tiroxina e quindi niente metamorfosi.
Ma l’essere un “Peter Pan” del regno animale non è la sola eccezionalità che questo organismo può vantare. Esso è in grado di rigenerare i propri arti e gli organi interni.
Questa sua capacità ha reso l’axolotl un soggetto privilegiato per la ricerca scientifica, d’altro canto come in un gioco di specchi e di riflessi, l’affascinante mistero rappresentato da questo anfibio assolutamente sui “generis” non poteva che solleticare la fantasia e fare addirittura il suo ingresso nella letteratura e compare infatti in alcuni libri.
Vorremmo aggiungere che negli ultimi anni stiamo assistendo al rapido declino delle popolazioni di molte specie di anfibi e interi generi scompaiono con estrema rapidità, tanto che una specie viene dichiarata estinta subito dopo essere stata scoperta.
C’è però poca informazione sulla silenziosa scomparsa degli anfibi che probabilmente risultano meno eleganti di certe specie ma la loro progressiva riduzione deve essere tenuta in considerazione perché con essi scompare tutto un patrimonio di sostanze chimiche, ormonali, biologiche nonché la cosa più importante e cioè il loro “diritto alla vita”.
Elena.
Elena sei troppo simpatica e particolare!
RispondiEliminaSolo tu potevi pensare a un post così!
bellissimo ed interessante.
Bell'articolo!
RispondiEliminaNon conoscevo l'animaletto, sembra un esperimento genetico o un alieno.
Andrebbe bene per una puntata di "Mistero" questo post: bravi-
RispondiEliminaElena tu sei un mito!
RispondiEliminaQuesto è il nome in lingua azteca che gli antichi abitanti del messico davano a uno strano " pesce a quattro zampe " comune nei loro laghi.
RispondiEliminaveramente interessante questo animaletto. triste che anche nella tutela e difesa alla vita e alla salvezza dall'estinione valga un più bell'aspetto (o meno) come tu hai giustamente sottolineato nella chiosa del tuo post.
RispondiEliminaciao.
Ciao ho visto una cosa del genere ma senza occhi trovato da alcuni speleologi in qualche caverna sperduta in messico mi sembra... che strano animaletto
RispondiEliminaSapevo questo, ma hai fatto benissimo a denunciare il poco rispetto anche per questa piccola creatura. Buona serata Cris
RispondiEliminaCiao Elena, scopro oggi, grazie a te, la storia e l'esistenza di questo anfibio, simpaticissimo a vedersi. Non ho notizie, per me è un'assoluta novità ma, posso dire, la salvaguardia dell'amiente terraqueo passa per il mantenimento dello status quo, cercando, anzi, di migliorare l'habitat naturale delle specie più a rischio. Mi auguro che chi di dovere, si renda conto che la distruzione di ogni essere sullaterra, avvicina la stessa alla sua fine. Un saluto di cuore, Saverio
RispondiEliminaCiao elena, mai sentito parlare di questa creatura. E' chiaro come noi uomini stiamo ormai incrementando la distruzione di ciò che ci circonda,flora e fauna comprese! Noi siamo dei parassiti!
RispondiEliminaCIAO NON LO CONOSCEVO GRAZIE PER IL POST SEMBRA SOMIGLI AD UN GECO QUELLI TRASPARENTI COME LUCERTOLE CHE STANNO SUI MURI SPERO CHE SI SALVI L'UOMO COL SUO MODO DI FARE STA STERMINANDO GAIA E TUTTI NOI CHE L'ABITIAMO , CIAO UN CARO SALUTO .
RispondiEliminabello!
RispondiEliminasembra un personaggio dei cartoni di qualche anno fà, non mi ricordo il titolo però..
Ciaoo Elena, buona giornata..non ho mai visto nulla di simile. Grazie per queste spiegazioni.. ^___________^. un forte abbraccio.smackkkkkkkkk
RispondiEliminaCarinissimo il vs blog!!
RispondiEliminaE' davvero un animaletto molto curioso, sarebbe un vero peccato la sua estinzione...........Complimenti cara Elena hai scritto un articolo veramente interessante e ben documentato, ciao e buona giornata Graziella
RispondiEliminaChe tenero!
RispondiEliminaLo vorrei per me..
No... io proprio non lo conoscevo questo animale... mi ricorda il nome di una divinità azteca!
RispondiEliminaIntanto, buona giornata :))))))))
Simone
Faccino buffissimo, eppure ne ho già visti forse in un vivaio dove tengono anche gli animali.
RispondiEliminaL' axolotl, portato per la prima volta in Europa, come rara curiosità scientifica, all'inizio del secolo scorso, è oggi ospite frequente dei laboratori scientifici.
RispondiEliminaciao Elena ma quanto è simpatico quell'animaletto !!!!
RispondiEliminanon ne ho mai sentito parlare ..farò qualche ricerca in internet per sapere qualcosa in piu'
buona giornata
Barbara
Ciao Elena, post interessante come sempre, e come sempre nota dolente L'UOMO e i danni che ha creato al nostro eco sistema... io tifo x lui che a guardarlo ha un'espressione veramente buffa... un abbraccio Manuela
RispondiEliminaL'uomo è davvero uno stolto se non protegge un animale così particolare!
RispondiEliminaOttimo pezzo, scritto benissimo, pulito e corretto.
RispondiEliminaCi sono molti animaletti strani e buffi.Ad esempio, conoscete il “Blobfish”?
RispondiEliminaDunque, noto anche come pesce Blob o “pesce triste” per l’espressione non molto felice dell’animale è una specie innocua dall’aspetto gelatinoso. Non ha dimensioni elevate se pensate che raggiunge solo i 30 centimetri circa ma appare ugualmente spaventoso! Il luogo d’origine è il continente australiano e la Nuova Zelanda ed è difficile la sua diffusione per via delle molte esigenze: per sopravvivere necessita di estrema pressione e luce!
Ciao, è la prima volta che vedo questo animaletto, molto grazioso, grazie Elena per avermelo fatto conoscere, un abbraccio.
RispondiElimina"QUANDO L'ULTIMA FIAMMA SARA' SPENTA, L'ULTIMO FIUME AVVELENATO, L'ULTIMO PESCE CATTURATO, SOLO ALLORA CAPIRETE CHE NON SI PUO' MANGIARE IL DENARO" Toro Seduto a presto Gennaro
RispondiEliminaQuesto articolo è un elogio alla lingua italiana: curato, correttissimo e scorrevolissimo.
RispondiEliminaBravi
Simile all'Axolotl è un suo parente stretto, Ambystoma tigrinum, che vive in Canada e negli Stati Uniti, e in cui il gene della neotenia è recessivo, infatti si stima che mentre in media solo un Axolotl ogni 10.000 metamorfosa naturalmente, l’Ambystoma tigrinum, chiamato Salamandra Tigre, compia abitualmente la metamorfosi, e la neotenia si verifichi solo sporadicamente.
RispondiEliminamai letto o sentito niente in proposito.. grazie Elena..i tuoi post sono sempre interessanti...lunga vita all'AXOLOTI... CIAO...Giovanni
RispondiElimina"Le salamandre vanno indietro nel tempo solo di pochi passi senza dover chiedere alle loro cellule di stargli dietro".
RispondiEliminaCapire ciò che succede negli axolotl sarà molto importante per la comunità scientifica che si occupa di medicina rigenerativa perché queste specie da milionoi di anni hanno trovato un modo naturale di differenziare i propri tessuti.
RispondiEliminaArticolo molto interessante, questa specie mi era sconosciuta, anche la foto è molto bella. Grazie Elena, trascorri una bella settimana, un abbraccio ciao. Enrico
RispondiEliminaLa foto è troppo bella!
RispondiEliminaE' di una simpatia unica.